trans-aeolian transmission - it

 

Ricerche. Creazioni, lontane e altrove.

Concerti e Road-Movies.

TRANS-AEOLIAN TRANSMISSION

Un nuovo concetto: viaggiare/comporre/scrivere/filmare altrove, lontano, là dove né l'industria discografica né le agenzie artistiche oseranno portare i musicisti occidentali, nelle contrade definite impossibili da raggiungere, considerate troppo difficili e rischiose- ma soprattutto dai guadagni derisori e quindi di nessun interesse per l'industria artistica.

 

Viverci, viaggiarci per giorni, settimane, mesi. Incontrare musicisti di altri mondi. Farsi distruggere, immolare la propria musica e annientare le proprie influenze culturali dalla potenza di altri canti, melodie, monodie, ritmi, sudori, di trance e di elevazione.

 

Distruggere tutto a sua volta, rigurgitare e rimodellare la materia, rispettosamente iconoclasta, per aspirare a essere e divenire quello che è realmente la musica quando è disinteressata: un vento, poco e niente, ma un'emozione libera e catartica.

 

Un concerto interpretato sulla proiezione di un documentario-fiction-road-movie realizzato dall'artista. Là. Lontano.

 

"Noi li vediamo costoro, quando sono ricorsi alle melodie che trascinano l’anima fuori da lei, ridotti in uno stato normale, come se avessero ricevuto una cura o una purificazione. Questo stesso effetto necessariamente devono provare quelli che hanno pietà, paura e, insomma, questi affetti in generale, e gli altri, nei limiti in cui qualcuno ne partecipa, e per tutti deve esserci una qualche purificazione e un sollievo accompagnato da piacere. Ugualmente le melodie d’azione producono negli uomini una gioia innocente." Arostotele - La Poetica / La Politica

 

Produzioni :

Xinjiang, Taklamakan & Karakoram (Xinjiang, RPC) - 2013

Ifriqiyya Electrique (Djerid desert, TN - 2015

Alevilik Aşkına (Dersim, TR) - work in progress

MANIFESTO-DICHIARAZIONE DI INTENTI IN TRE PUNTI:

 

I - AEOLIAN.

 

Nell'adolescenza la musica è stata innanzitutto considerata come un mezzo per viaggiare liberamente. Dopo qualche anno e alcune migliaia di chilometri, ci si è resi conto che questi famosi "altrove" restavano confinati nel mondo occidentale e non troppo oltre al confine di quest'ultimo.

 

Dopo la caduta del muro di Berlino, il mondo iniziò a restringersi e l'Unione Europea si rivelò principalmente concepita per la libera circolazione di una certa ideologia che teneva conto solo marginalmente delle società, delle loro esperienze e delle loro culture.

 

Gli altri luoghi restavano altrove, sempre più lontani. Ma il vento soffiava, ovunque.

 

La Trans-Aeolian Transmission declina delle creazioni in luoghi fino ad allora solamente immaginati/desiderati. La Trans-Aeolian Transmission rivendica la deturpazione di field-recordings e la restituzione selvaggia di questi altri luoghi-lontani in concerti-road-movies, filmati e registrati lungo la strada.

 

 

II - TRANCE

 

Gli abitanti del mondo intero hanno da sempre provato il bisogno di trascendere le loro paure in merito alla vita, alla morte, di elevarsi al di sopra dei loro timori e dei loro malesseri.

 

Oggi, attraverso la techno, il kraut-rock, fino alle più oscure musiche sacre, gli uomini continuano la loro ricerca di elevazione e di abnegazione attraverso la trance.

 

Dopo anni di sperimentazioni nel Maghreb intorno al maaluf, allo stembali, alla musica sufi, ai quarti di tono coniugati con una certa elettricità occidentale (larsen, feedback, distorsioni, atonalità…), inizialmente con l’Orchestre National de la Rachidia (Tunisia, album «Trapani-Halq al Waady», 2010), in seguito con il celebre cantante classico Lotfi Bouchnak (Tunisia, 2013), François R. Cambuzat ormai lasca deflagrare la sua ricerca di musiche mistiche fino ai confini più lontani della terra.

 

François R. Cambuzat viene dal punk, dall'improvvisazione e dall'avanguardia, ha studiato canto classico a Amsterdam ma anche la musica orientale al conservatorio di Tunisi. Ha lavorato con alcuni tra i grandi nomi del jazz, della musica classica contemporanea, dell'avant-rock e della musica classica magrebina. In seguito questi primi trent'anni di sperimentazioni musicali, è ora convinto che ogni tipo di musica sarà poco consistente se concepita e eseguita senza una forte emozione, rischio, ribellione, ferocia, stacco e trascendenza.

 

In quanto non è più della composizione o dell'armonia di cui si interessa François R. Cambuzat, ma della concezione di un decollo e di una discesa - più per l'ascoltatore che per il musicista. Il duende, caro a Garcia Lora, è al centro della sua musica.

 

Questo non è dunque un progetto di world-music, ancora meno di etno-musicologia, ma un processo selvaggio di musiche improvvisate poi ricomposte, di strumenti tradizionali, computer e chitarre elettriche, oltre a tutto il tragitto di questo movimento (qui parliamo di chilometri) creativo. La Trans-Aeolian Transmission rivisita la strumentazione tradizionale violentando al contrario chitarre e bassi elettrici occidentali per far stridere così un post-blues neo-sciamanico, per realizzare una musica di trance in diretta filiazione con la musica industriale, caratterizzata dalla dissonanza e dall'importanza accordata alla sperimentazione, oltrepassando l'influenza di gruppi quali Throbbing Gristle, Coil o Einstürzende Neubauten.

Poiché il motto di Monte Cazazza «Industrial Music for Industrial People» si applica ormai particolarmente bene al mondo contemporaneo, dalla vecchia Europa fino ai confini cinesi, ai paesi con forti mutamenti sociali risultanti dal loro sviluppo forsennato.

 

Come François R. Cambuzat sta dimostrando da anni, la sua ricerca è innanzitutto basata sull'autenticità dell'atto unico. È verso l'elevazione, il sudore, il sangue, le lacrime e la poesia che si dirige il suo lavoro - ben lontano dall'immagine colorata e piacevole di una qualsiasi cartolina ben fatta.

 

 

III - TRANSMISSION

 

In musiche e immagini registrate e filmate in situ da François R. Cambuzat e Gianna Greco nel corso di viaggi fuori norma, la restituzione della Trans-Aeolian Transmission è effettuata sotto forma di concerto-documentario-road-movie.

 

Sostenuto dal Servizio Culturale dell'Ambasciata francese a Pechino (RPC), «Xinjiang, Taklamakan & Karaoram» è stata la prima creazione della Trans-Aeolian Transmission. Una musica Neo-Sciamanica e Post-Industriale per un'avventura/creazione composta e filmata nel paese uygur tra Kashgar, Marqit e Iarkam, nel cuore del deserto del Taklamakan, sulle montagne del Karakoram lungo le frontiere pachistane, tajike e kirghize fin nel cuore delle ultime città-tappe della Via della Seta. La Première mondiale in concerto ha avuto luogo nel corso del Festival Croisement , Zaija Lab Project, Pechino, RPC, nell'aprile 2014. La Première mondiale in concerto + proiezioni è stata realizzata nel Teatro Mayakovsky di Dushanbe, Tajikistan, nel marzo 2015. «Xinjiang, Taklamakan & Karaoram» della Trans-Aeolian Transmission è stata suonata/rappresentata nel corso di numerosi festival internazionali (Tomorrow Shenzen (RPC), FMM Sines (PT), Monde de Couleurs (CH)…)

 

François R. Cambuzat : field-recordings, composizione, computer, canto, chitarre, riprese.

Gianna Greco : field-recordings, computer, canto, basso, riprese.